La compressione è l’arte di rimuovere informazioni non necessarie a chi osserva al fine
di ottimizzare lo spazio per la registrazione e minimizzare la banda in trasmissione.
Alcuni metodi eliminano porzioni irrilevanti dell’immagine, mentre altri cancellano le
parti ridondanti, per questo esistono differenti formati di compressione video. I più
conosciuti sono: JPEG, WAVELET, MPEG.
La necessità di archiviare filmati di lunga durata e di videosorvegliare da remoto
attraverso la rete ha reso indispensabile la creazione di standard di compressione in
grado di manipolare l’immagine per ridurre le informazioni da trasmettere ed
archiviare. Ad oggi non esiste uno standard di compressione per i sistemi di
videosorveglianza, ad eccezione dello standard MPEG-2, infatti, ogni costruttore
sviluppa sistemi di compressione propri e/o adotta standard di compressione che poi
non risultano essere sempre compatibili tra loro.
Archiviare le immagini con compresse per un breve periodo di tempo, anche per pochi
minuti, richiederebbe alcuni GigaByte di spazio e se volessimo trasmetterle attraverso
una rete sarebbero necessarie varie ore (secondo la rete che abbiamo a disposizione).
Per questa ragione è necessario comprimere le immagini.
Chiaramente c’è sempre un rapporto tra la qualità del video che si desidera avere e la
dimensione del file che esso produrrà, migliore è la qualità e maggiore sarà la
dimensione del file.
L’analisi del segnale video separa il segnale in diverse parti, o sottoparti, ed è
classificata in base all’importanza della qualità dell’immagine di riferimento.
Il processo di compressione non è facile, sono richiesti calcoli di estrema complessità
per stabilire i diversi metodi di compressione.
La quantizzazione è il processo con cui si diminuisce il numero di bit richiesti per
memorizzare una serie di valori. Dato che la quantizzazione è una mappatura che
riduce la precisione di tali valori, è conosciuta come processo lossy (perdita) ed è la
principale fonte di compressione nella maggior parte degli schemi di codifica
dell’immagine. Chiaramente un grande rapporto di compressione può produrre un
elevato livello di distorsione.
La compressione lossy elimina alcuni dei dati dell’immagine e pertanto fornisce dei
rapporti di compressione maggiori rispetto al metodo lossless (senza perdita), perciò il
costo è rappresentato dalla dimensione del file rispetto alla qualità dell’immagine.
La compressione lossless, d’altro canto, consiste in tecniche che garantiscono la
generazione di un duplicato esatto dei dati in ingresso dopo un ciclo di compressione,
nessuna informazione è persa e da qui il termine lossless. La compressione lossless è
importante in campi in cui l’integrità dei dati è essenziale, tuttavia, si ottiene un
modesto livello di compressione, tipicamente 4:1.
Un filmato è composto da una serie di immagini (frame) riprodotti in sequenza: la
riproduzione in sequenza di 25 immagini al secondo non permette all’occhio umano di
percepire le singole immagini offrendo la sensazione del movimento. I Formati di
compressione operano sulle immagini del filmato ed a seconda di come le trattano
possiamo distinguere due principali metodi di compressione: compressione ridondata e
compressione delle differenze. Per compressione ridondata si intende la compressione ripetuta di ogni immagine del
filmato. Questo approccio in genere è relativo alla compressione Wawelet, in cui
l’intera immagine è analizzata, compressa e memorizzata.
La compressione delle differenze è un processo attraverso il quale solo i cambiamenti
all’interno del filmato sono compressi e trasmessi per essere poi successivamente
riproposti. Questo metodo è in genere associato alla compressione MPEG. La riduzione
dei dati irrilevanti omette parti del segnale video che non sono percepite dall’occhio
umano. Per esempio piccolo cambiamenti di colore sono percepiti in modo meno
preciso rispetto a piccoli cambiamenti di luminosità, quindi perché preoccuparsi di
salvare queste informazioni?
All’interno di una sequenza di immagini è compressa completamente la prima
immagine, nota come l-frame, ed è codificata singolarmente senza riferimenti ad
immagini precedenti o successive. Le immagini successive sono compresse solo per
differenza rispetto all’immagine che precede o segue, quindi, se non c’è movimento
perché preoccuparsi di salvare le informazioni? Qualsiasi movimento sarà rilevato e
darà inizio al processo di compressione. |